Felicità

Simple Tiny Shifts come strumento di pianificazione di terza generazione 

Simple Tiny Shifts Planner crea questo percorso:

  • Design, Progetta il tuo anno: individuazione della visione e del proprio obiettivo
  • Make it Real (realizzalo) e pianifica il tuo anno: pianificazione
  • Revisiona l’obiettivo & Checkpoint mensili: controllo

 

 

 

Perché pianificare può renderti più felice?

Michael Fordyce, psicologo e un pioniere nel campo della misurazione e dell’intervento empirico della felicità, ha individuato 14 motivi che contraddistinguono le persone felici.

Tra questi:

L’organizzazione e la pianificazione contribuiscono alla soddisfazione dei piccoli risultati raggiunti quotidianamente e alla piacevole consapevolezza di aver utilizzato al meglio il proprio tempo.

 

La gioia dell’anticipazione

Come sostiene Shawn Achor nel suo libro “Il vantaggio della felicità” (The Happiness Advantage), spesso il pregustare un’attività o un momento è più divertente dell’attività stessa.

È stato scientificamente dimostrato come anche la sola attesa di fare una risata (ad esempio prima di andare a vedere un film o uno spettacolo comico) aumenta il livello di endorfine del 27% (American Physiological Society). Mettere in calendario, anche se non nell’immediato futuro, una vacanza, una cena o programmare delle ore dedicate al proprio hobby può alleviare lo stress e dare un’iniezione di felicità.

Ecco perché pianificare può renderti felice.

 

Le tre generazioni di approcci della pianificazione.

Oltre ad una efficace gestione del tempo, la pianificazione è un grande alleato nella chiarificazione delle proprie priorità e delle attività sui cui abbiamo reale controllo.

Identificare ciò che realmente conta per noi aiuta nella definizione degli obiettivi a medio e lungo termine. 

Automaticamente, come una sorta di selezione naturale, durante pianificazione del mese, della settimana e della giornata daremo priorità a tutte quelle attività che ci avvicinano al nostro obiettivo.

Stephen Covey illustra in “First things first” tre generazioni di approcci della pianificazione.

Ogni generazione è l’evoluzione della precedente.

 

Prima generazione: reminders, to do list, check list.

La prima generazione è basata sui “reminders”, “to do list” e check list. Tutto ciò che non viene portato a termine in giornata, viene automaticamente aggiunto alla lista delle cose da fare dell’indomani.
In questa generazione è facile perdere di vista ciò che è importante e si è più portati a rincorrere l’urgenza.
Si salta così da un’attività all’altra senza un vero e proprio filo logico, arrivando a sera con la sensazione di aver fatto molto, ma di non aver concluso niente.

E’ senza ombra di dubbio la metodologia che più difficilmente permette di raggiungere un obiettivo. 

 

Seconda generazione: pianificazione e preparazione.

Chi vive nella seconda generazione ama agende e calendari.
È orientato al raggiungimento degli obiettivi, grazie all’identificazione delle scadenze e alla programmazione di appuntamenti e attività.

Anche se questo processo è sistematico e può risultare efficiente, si diventa però schiavi del proprio calendario.
Le attività in programma dettano legge e tutto ciò che si intromette (molto spesso, le normali vicissitudini giornaliere) viene visto come un impedimento e vissuto con frustrazione. 

Questo modo di operare non facilita la soddisfazione personale e rende ciechi di fronte ad un quadro più ampio di tutte le sfere della nostra vita: il lavoro, le relazioni, il benessere, la mente e lo spirito.

 

Terza generazione: pianificazione, prioritizzazione e controllo.

Chi appartiene alla terza generazione mantiene il focus sull’obiettivo.
Ogni attività si inserisce in un piano lungimirante volto alla realizzazione personale e ad una maggiore produttività, molto spesso in tutte le aree della propria vita.

Le cose importanti sono quelle che vivono in funzione della nostra visione.

Il controllo è una fase fondamentale perché ci permette di fare il punto della situazione e ricollegarci con il nostro obiettivo.
L’obiettivo è sempre il medesimo? Stiamo perdendo di vista qualche aspetto importante? Dove siamo adesso rispetto a dove vorremmo essere?

 

Progetta. Realizza. Revisiona. Ripeti.

Il metodo Simple Tiny Shifts ci aiuta a prototipare ogni progetto, ogni area della nostra vita.  Partiamo sempre dai noi stessi (i nostri desideri, i nostri talenti, la nostra vocazione), facciamo brainstorming e creiamo un piano. Mettiamo il piano in azione. Verifichiamo e correggiamo il tiro. Aggiungiamo, togliamo. Progettiamo di nuovo.

E’ una continua crescita. E’ bellissimo 🙂

 


Libri per approfondire l’argomento:

versione italiana: “First things first” – Stephen Covey

in lingua originale: “First Thins First” – Stephen Covey

version italiana: “Il vantaggio della felicità” – Shawn Achor

in lingua originale: “The Happiness Advantage” – Shawn Achor